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      Riflessioni sulle “Aree Idonee” e sulla localizzazione dei sistemi BESS in Italia.

      Dove si collocano i progetti BESS all’interno del quadro autorizzativo italiano delle “Aree Idonee” introdotto dal recente Testo Unico FER?

      L’introduzione del nuovo Testo Unico FER (D.Lgs. 190/2024e D.Lgs. 178/2025) rappresenta un significativo passo avanti: emergono finalmente indicazioni più chiare per l’individuazione delle “Aree Idonee” e per i percorsi autorizzativi delle energie rinnovabili, includendo anche i sistemi di accumulo elettrochimico (BESS).

      Tuttavia, permane una criticità rilevante.

      Gli attuali approcci pianificatori restano ancorati ai modelli tradizionali di generazione da fonti rinnovabili.
      I sistemi di accumulo, pur essendo ormai imprescindibili per la transizione energetica, non sono ancora adeguatamente considerati nei criteri di individuazione delle aree idonee.

      La logica di localizzazione dei BESS è infattiprofondamente diversa rispetto a quella di tecnologie come fotovoltaico ed eolico. Non dipende principalmente dalla disponibilità di suolo o dalla risorsa naturale ma da fattori legati alla rete elettrica, tra cui:

      • prossimità alle cabine primarie
      • capacità residua di connessione alla rete
      • esigenze del sistema in termini di flessibilità e bilanciamento

      In sintesi: i BESS non seguono il territorio, ma la rete.

      Cosa implica questo nel concreto?
      Abbiamo condotto un’analisi di fattibilità su larga scalain una regione italiana, esaminando le aree circostanti oltre 80 cabine primarie, con l’obiettivo di valutare il grado di allineamento tra gli attuali strumenti di pianificazione e le reali esigenze della rete.

      I risultati evidenziano un punto critico: solo unapercentuale estremamente ridotta di queste infrastrutture ricade in aree che, secondo i criteri del Testo Unico FER, possono essere considerate “idonee”.

      Ne deriva un evidente paradosso:

      ➡️ le aree in cui i sistemi di accumulo sono maggiormente necessari (in prossimità
      della rete)
      ❌ risultanospesso escluse dalle aree idonee secondo l’attualeimpianto normativo

      Il rischio
      In assenza di criteri localizzativi specifici per lostorage:
      • i progetti vengono inquadrati in categorie non coerenti con la loro natura
      • aumentano i costi di connessione e i vincoli legati al suolo
      • rallenta lo sviluppo di una tecnologia chiave per la transizione energetica

      È quindi necessario ripensare il concetto di “Aree Idonee” per i sistemi di accumulo, nell’ ambito del recepimento regionale del Testo Unico FER.

      Se i BESS sono fondamentali per la stabilità del sistema elettrico, anche gli strumenti di pianificazione devono evolvere di conseguenza.

      Nel processo in corso di implementazione delle linee guida del TU FER da parte delle Regioni — inclusa l’individuazione obbligatoria delle Aree Idonee — è essenziale prevedere un trattamento specifico per isistemi di accumulo, con criteri localizzativi distinti rispetto alle fonti rinnovabili e fortemente orientati alla prossimità alle infrastrutture di rete esistenti.

      Con lo storage sempre più centrale nella transizione energetica, allineare regolazione, pianificazione e realtà della rete non è più rimandabile.

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